Gli anni giovanili del Genio fiorentino

 

Pittore, scultore, architetto, urbanista e persino letterato: tutto questo è stato Michelangelo Buonarroti. Il vulcanico artista fiorentino ha lasciato traccia indelebile nella Storia dell’Arte e non solo. Ma quale fu il suo esordio?

Per scoprire la meraviglia che si cela dietro la sua vita e le sue opere, al cinema torna Michelangelo – Infinito: di nuovo nelle sale il 19 e 20 novembre.

Le origini dell’inclinazione artistica

Michelangelo aveva da sempre mostrato avversione alla carriera ecclesiastica o militare, propendendo particolare attenzione verso l’arte, malvista da suo padre. Affidato alle cure di una balia (dopo la prematura scomparsa della madre) di Settignano, peraltro figlia e moglie di scalpellini, il Genio spiegò negli anni a venire la sua predilezione per la scultura legata a quella donna che aveva bevuto “latte impastato con la polvere di marmo”.

Gli anni della formazione

Come si apprende da Le Vite di Giorgio Vasari, fu proprio il padre a mandarlo alla bottega di Domenico Ghirlandaio, artista fiorentino tra i più quotati dell’epoca, a causa dell’indigenza familiare. Qui iniziò a manifestare un forte interesse per i maestri della Scuola fiorentina, soprattutto Giotto e Masaccio, di cui copiò gli affreschi nelle cappelle di Santa Croce e in quella Brancacci di Santa Maria del Carmine. Su indicazione di un altro apprendista, cominciò a frequentare il giardino di San Marco, una sorta di accademia di formazione sostenuta da Lorenzo il Magnifico.

In questo posto incantato, i giovani talenti potevano copiare le opere. Tale esperienza fu determinante per Michelangelo che colpì il Magnifico al punto che questi volle accoglierlo come “figlio adottivo”. A tal proposito celebre è l’aneddoto della Testa di fauno, perduta copia in marmo di un’opera antica: il Magnifico la criticò bonariamente per la perfezione della dentatura che si intravedeva dalla bocca dischiusa, inverosimile in una figura anziana. Il Buonarroti, allora, si armò di trapano e martello per scalfire un dente e bucarne un altro, suscitando la sorpresa ammirazione di Lorenzo. Questo episodio lo portò a chiedere il permesso di Ludovico Buonarroti per ospitare il ragazzo nel palazzo di via Larga, residenza della sua famiglia.

Le opere giovanili

Tra le prime opere del giovanissimo Michelangelo si ricordano la Madonna della Scala (un sottile bassorilievo di tema sacro risalente al 1491 circa) e la Battaglia dei centauri (prorompente altorilievo dal tema profano degli stessi anni) conservate nel Museo di Casa Buonarroti, a Firenze.

La Madonna della Scala ricorda la tecnica dello stiacciato utilizzata da Donatello. Protagonista nella sua monumentalità e la Madonna, seduta di profilo con lo sguardo in lontananza; la Vergine sta alzando la veste per proteggere o allattare Gesù, che sembra abbandonarsi al sonno mentre i putti sulla scala tendono un drappo.

Nel rilievo marmoreo La Battaglia dei centauri, realizzato su richiesta di Lorenzo il Magnifico, si esalta invece il groviglio di corpi nudi in lotta.

Michelangelo – Infinito: la storia immortale del Genio fiorentino si fa più vicina che mai.